Il dibattito sull’Università quale volano di sviluppo per il territorio – specie con riferimento al suo ruolo propulsivo per il tessuto economico locale – non è nuovo, ma probabilmente non è mai stato così attuale come lo è ora. In primo luogo, l’accademia italiana vive un apparente paradosso: da un lato la si invoca quale possibile antidoto – ovviamente insieme ad altri – per rilanciare un’economia così provata dalla severa crisi congiunturale. In questo senso, ci si attende molto dalla ricerca scientifica universitaria quale benzina per l’innovazione e il rilancio del nostro tessuto economico-imprenditoriale. Così come si assegna grande importanza al ruolo della formazione avanzata, quale leva di cambiamento culturale. Al tempo stesso, per via della stessa crisi, si chiede di affrontare queste sfide così ambiziose dovendo accettare drastici tagli alle risorse. Evidentemente, questo paradosso pone questioni estremamente complesse.
Un secondo elemento di riflessione è suggerito dal rinnovato connubio fra Università e imprenditorialità. La cosiddetta “terza missione” diventa sempre più importante: la relazione fra imprese e ricercatori accademici si fa più stretta e sinergica, stimola nuovi progetti, ma soprattutto si basa su presupposti radicalmente nuovi rispetto al passato, richiede tempistiche snelle e procedure agili. Le politiche di incentivazione e supporto agli spin-off diventano strategiche, anziché meramente accessorie come avveniva fino a pochi anni fa.

Su scala globale, le best practices connesse a queste tematiche suggeriscono la centralità di un’ulteriore variabile: il territorio. Anche nell’epoca della globalizzazione e delle ICT, un certo grado di co-localizzazione geografica dei nodi che compongono l’eco-sistema per l’innovazione continua a rappresentare un fattore determinante. Un esempio su tutti: la Silicon Valley. Sappiamo tutto su questo affascinante cluster, ma spesso si dimentica di sottolineare come pressoché tutti gli studi più prestigiosi su questo fenomeno convergano nell’indicare un modello vincente di relazione fra Università e Imprese quale fattore critico di successo (assieme al radicamento del mercato equity per il finanziamento di startup e spinoff).

Prendendo spunto da queste ed altre considerazioni, la sessione si prefigge l’obiettivo di ravvivare il dibattito in oggetto, al fine di porre l’attenzione su una serie di fattori cruciali per generare cambiamento, innovazione e nuova imprenditorialità a partire dalle sinergie fra Università, imprese e territorio.

Gaetano Manfredi - Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II

Gaetano Manfredi - Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II

Co-Chair sessione “Innovazione e sviluppo”, Conferenza CRUI 2015

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